Terapie mediche innovative

Ogni giorno i progressi in ambito scientifico portano a nuove eccezionali scoperte, soddisfano le nostre curiosità e le nostre esigenze, migliorano il nostro stile di vita e soprattutto danno vita a terapie mediche innovative. Oggi pareleremo delle protesi, e del modo in cui l’ingneria biomedica cerca soluzioni sempre più futuristiche, per ridurre il disagio e l’impatto che la mancanza di un arto può avere sulla vita delle persone. Grandi progressi sono stati fatti innanzitutto riguardo all’estetica: le protesi di oggi non hanno, infatti, niente a che vedere con quelle scomode del passato realizzate in legno.

Proviamo a pensare ad esempio alle protesi artificiali per gambe: negli ultimi anni Scott Summit, utilizzando la stampa 3D, è riuscito a realizzare delle protesi personalizzate che rispecchiano i gusti e la personalità degli individui. Queste gambe artificiali sono state realizzate in passato in particolare per modelle e atleti, ma chiunque può richiederne una, per continuare a svolgere le proprie attività quotidiane come in passato. Recentemente infatti il progetto del designer Scott Summit è stato acquistato da Uniq, che continua a portare avanti il progetto originale, distribuendo queste protesi personalizzate in tutto il mondo. Ma i progressi non riguardano solamente l’aspetto estetico: i pazienti potranno e possono già contare su protesi degli arti e delle anche futuristici, con funzioni sempre più assimilabili a quelle dell’arto originale.

Questo è valido sia per le protesi esterne e visibili all’occhio, ma soprattutto per quelle che devono sostituire tessuto osseo, e che vanno inserite internamente. Si sta cominciando, infatti, a investire sempre di più nei progetti e nelle ricerche finalizzate a realizzare delle bio-protesi. Per realizzarle si sta pensando all’utilizzo di materiali ad alto biomimetismo. Si sta facendo ricorso, infatti, a polimeri e composti bioibridi ottenuti dalla sintesi di apatiti biomimetiche nucleate su fibre di collagene e altri bioibridi. Anche in questo caso per la successiva realizzazione della bioprotesi verrà utilizzata la tecnologia e la stampa 3D, ed essa sarà personalizzata e modellata esattamente secondo le esigenze del paziente, in modo da fondersi il più possibile con l’organismo e durare più a lungo nel tempo. Si prevede che questi prodotti potranno essere immessi sul mercato a partire da quattro anni dal termine dei progetti, e quando saranno terminati tutti i test e tutte le sperimentazioni.

Sia per quanto riguarda protesi interne che esterne, dunque, la scienza medica e l’ortopedia stanno facendo passi da gigante. Probabilmente in futuro le protesi riusciranno a essere prodotte imitando alla perfezione i tessuti umani, e saranno così versatili e funzionali, da garantire ogni tipologia di movimento e da garantire il mantenimento di tutte le attività quotidiane in pazienti che, per forze di cose, hanno dovuto subire un’amputazione.

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