Rimedi naturali per prevenire i malanni di stagione

La brutta stagione è alle porte e incominciano a fare la comparsa i primi malanni: raffreddore, tosse, febbre, mal di gola che nulla hanno a che fare con l’influenza, quindi anche chi ha fatto i vaccini influenzali può incappare in queste problematiche. Per questo motivo vogliamo consigliarvi qualche rimedio naturale per combattere questi fastidiosi malanni.

Rimedi naturali per combattere i malanni di stagione

Per incominciare evitate di tenere il riscaldamento troppo alto in casa o in ufficio: gli sbalzi di temperatura troppo forti indeboliscono il fisico e le difese immunitarie. Per prevenire i malanni, o comunque ridurre al minimo l’impatto, è bene rafforzare le difese immunitarie a partire dalla tavola. Prima di tutto aumentate i consumi di frutta e verdura di stagione, perché sono alimenti ricchi di vitamine che aiutano a rafforzare il fisico: consumate le verdure, quando possibile, crude o al massimo cotte al vapore, in modo che mantengano le loro proprietà nutritive. Incentivate anche il consumo di frutta che contiene la vitamina C come arance, limoni e pompelmo. Per chi non ama le spremute, è bene ricordare che gli agrumi possono essere utilizzati anche in cucina per condire carne, pesce, insalate, primi piatti e dolci. Cercate di scegliere la frutta e la verdura non trattata e a chilometro zero, in modo che siano più fresche.

La dieta per combattere le insidie invernali

Ovviamente non parliamo di una dieta per dimagrire, ma di una dieta adatta a combattere le insidie virali. Nel periodo invernale si deve utilizzare un’alimentazione varia in modo da poter assumere le giuste quantità di zinco, rame, selenio, manganese, cromo, ferro, magnesio e potassio. È importante anche assumere liquidi, magari sottoforma di tisane che contengono echinacea, rosa canina, zenzero e curcuma che sono tutte rimedi naturali che aiutano a rinforzare le difese immunitarie. E’ importante curarsi in modo naturale quando è possibile cosi da non abusare con le medicine. Ci sono siti, come per esempio benessereoggi.com, che occupandosi soprattutto della prevenzione, raccolgono e riportano solo esempi di rimedi naturali per curarsi.

Piccoli consigli per evitare il contagio

L’inverno spinge a passare molto tempo nei luoghi chiusi, ma attenzione, è proprio in quei luoghi che si diffondono più facilmente le malattie. Non rinunciate ad una bella passeggiata a passo veloce: non sentirete freddo e la circolazione vi ringrazierà. Quando vi è possibile aprite le finestre: anche solo cinque minuti bastano per cambiare l’aria viziata, in particolare quella degli uffici, delle scuole o dei luoghi pubblici in generale. Lavatevi spesso le mani: sono il maggior mezzo di trasmissione dei virus! Usate oli essenziali di lavanda, pino e rosmarino anche nei deumidificatori: queste piante hanno un buon potere purificante dell’aria. Ricordate una cosa molto importante: l’ottimismo e la serenità rafforzano il fisico. Sembra incredibile, ma le cose stanno proprio così: una persona felice ha meno possibilità di contrarre un virus rispetto a quelle pessimiste e perennemente tristi. Anche l’inverno può regalare momenti molto belli, ma bisogna essere in grado di apprezzarli. Ultimo consiglio: sostituite il caffè con delle belle tisane calde e corroboranti. In questo modo sarete più rilassati, idratati e rafforzati perché anche il fegato ne trae beneficio.

Bolle sulla lingua: da dove spuntano fuori?

Le bolle sulla lingua sono un fenomeno estremamente fastidioso che può essere conseguenza di tutta una serie di cause. Differenti nel colore e nella forma, le bolle sulla lingua necessitano di una diagnosi accurata prima di essere trattate: bisogna sapere infatti che una diagnosi errata, con tanto di trattamento errato, può dar luogo a sintomi ancora più fastidiosi e a un tempo di recupero più lungo.

Fatta questa dovuta premessa, cerchiamo di capire quali possano essere le cause di questo strano fenomeno. Tra le cause più comuni che possono portare alla formazione delle bolle nel cavo orale abbiamo le afte: le afte sono come delle bollicine di color biancastro che quando compaiono sono anche piuttosto dolorose. Le afte a loro volta possono nascere come conseguenza di un cavo orale poco pulito, ma anche a seguito di allergie e intolleranze alimentari, problemi ormonali, traumi, stress, anemia, presenza di un apparecchio dentale o calo generalizzato delle difese immunitarie.

Per prevenire le afte, e quindi le bolle sulla lingua, bisogna prima di tutto lavarsi bene i denti. E’ importante soprattutto che i denti vengano lavati (e lavati bene) la sera, perché è proprio durante la notte che i batteri proliferano nel cavo orale dando il meglio di sé. Bisogna poi assumere la giusta dose di vitamine, tenersi alla larga da situazioni particolarmente stressanti e porre rimedio ad una eventuale diagnosi di anemia.

Ma come dicevamo, le bolle sulla lingua non nascono mica solo con le afte. Anzi, a monte del problema possono esserci altri ‘colpevoli’, come per esempio il reflusso esofageo o delle complicanze legate alla digestione. Non sottovalutiamo poi che le bolle sulla lingua, per quanto siano generalmente associabili a problemi passeggeri e assolutamente governabili, possono anche essere un sintomo di qualcosa di più serio: determinate bolle e piaghe, ad esempio, sono inquadrabili come un sintomo di cancro e di Hiv.

Come dicevamo inizialmente, non c’è cosa migliore da fare per combattere le bolle sulla lingua che rivolgersi al proprio medico di fiducia. Un professionista, sia esso un medico o un dentista, saprà risalire al tipo di bolla e quindi alle possibili cause che l’hanno scatenata, consigliandoci anche in termini di trattamenti da mettere in campo per risolvere la questione. Una volta che avremo capito come muoverci, sarà più facile per noi gestire la cosa senza particolari problemi! Anche in totale autonomia.

Messa in piega originale anche per i capelli corti

C’è chi vede nei tagli corti da donna una sorta di rinuncia alla femminilità. La moda degli ultimi anni tende a smentire in modo categorico questo tipo di visione del mondo, anche un bel taglio corto può valorizzare al massimo il viso femminile, donandogli un certo appeal, adatto in genere solo a chi ha sufficiente carisma da saperlo sfruttare al massimo. Un segreto per ottenere una capigliatura corta adatta ad ogni occasione sta anche nella messa in piega.

Si comincia con un lavaggio perfetto

Per ottenere una piega perfetta è consigliabile cominciare dalla salute dei capelli. Un capello rovinato, che si spezza o con doppie punte tenderà a diventare crespo sotto il phon, o anche a non tenere la piega se non per i primi 10 minuti. Per riuscire a mantenere la piega più a lungo è importante lavare i capelli con uno shampoo adatto, possibilmente di ottima qualità. Se non avete una profonda conoscenza della vostra chioma, chiedete consiglio all’hair stylist, che vi consiglierà anche un prodotto da utilizzare a casa durante la settimana. Il risciacquo deve essere perfetto, perché gli eventuali residui di shampoo possono rendere i capelli opachi e pesanti. Il tocco finale, prima dell’ultimo risciacquo, una minima dose di balsamo, da stendere solo sulle punte dei capelli corti.

Piega liscia o mossa

Ottenere una messa in piega perfetta è un’arte, che dipende anche da quale effetto desideriamo ottenere. Per dei capelli perfetti è importante scegliere i prodotti giusti, a partire già dai prodotti per il lavaggio. Una volta a settimana è anche consigliabile utilizzare una maschera nutriente, adatta al nostro tipo di capelli. Dopo lo shampoo attendiamo che il capello sia solo leggermente bagnato, perché cominciare l’opera sulla chioma totalmente inzuppata di acqua rende il lavoro molto più difficile e può portare a rovinare in modo pesante i capelli. Quando il capello è umido si può cominciare ad acconciarlo, decidendo per un look liscio perfetto, o si può anche decidere di cercare di ottenere i capelli mossi sui capelli corti, basta avere un poco di abilità manuale e gli strumenti giusti. La minima lunghezza infatti spesso non consente di chiudere ogni ciocca in un arricciacapelli. Per questo motivo è consigliabile utilizzare apposite mousse, o anche gel, che permettono di dare vita ai ricci, anche su una chioma poco mossa. Il tocco finale si può poi conferire grazie all’utilizzo di un phon con diffusore.

Black Mask, per eliminare punti neri e altre imperfezioni

Avere una pelle priva di impurità e luminosa è il sogno di tantissime persone: lo strumento ideale per esaudire questo desiderio potrebbe essere Black Mask, la maschera nera da applicare sul viso per eliminare punti neri e altri tipi di imperfezioni. Questo prodotto sta riscuotendo tantissimo successo e sono sempre di più le donne di ogni età che, apprezzandone l’efficacia e la rapidità, lo inseriscono nella loro beauty routine.

A cosa serve Black Mask?

In sintesi la Black Mask può essere definita come una maschera di bellezza per il viso che consente di eliminare i punti neri, l’acne e altre impurità. Nonostante l’infinita gamma di prodotti già presenti sul mercato studiati per combattere questi inestetismi (tra cerottini, detergenti e creme non c’è che l’imbarazzo della scelta), questa maschera nera dal momento del suo lancio è riuscita a conquistare la fiducia della gente. Il segreto del suo successo va ricercato nella sua esclusiva formulazione naturale, che grazie ai suoi principi attivi efficaci, riesce ad eliminare le varie imperfezioni della pelle, contrastando anche i radicali liberi e la comparsa dei classici segni di invecchiamento.

Per difendersi da agenti esterni che possono essere dannosi (polveri, batteri, smog), la pelle umana produce una determinata quantità di sebo, ma alcuni fattori (alterazioni ormonali in primis, ma anche stress, l’utilizzo di alcuni farmaci o di cosmetici scadenti e così via) possono causare un’iperproduzione di sebo, con la conseguenza che il viso tende a coprirsi di punti neri, brufoli e altri inestetismi. Chi soffre di problemi di questo tipo tra l’altro non può neanche ricorrere alle normali creme o lozioni, perché ostruiscono i pori e possono peggiorare la situazione, quindi deve affidarsi a prodotti specifici e studiati per questo tipo di condizioni.

Risultati, ingredienti e modalità di applicazione

La Black Mask rientra appieno tra questi prodotti specifici, visto che è il frutto dello studio di un team di esperti di cosmesi e dermatologi. I risultati dei test dimostrano l’efficacia del prodotto: dopo solo due settimane di utilizzo, nell’84% dei casi la pelle ha conquistato un aspetto sano, ma dopo un mese (ovvero al termine del trattamento completo) nel 93% dei casi c’è stata la completa scomparsa di brufoli e punti neri. Questi risultati sono possibili grazie al mix di ingredienti, tra i quali si possono citare il carbone attivo di bamboo (che dà alla maschera il suo caratteristico colore nero), che pulisce la pelle in profondità favorendo l’eliminazione di batteri, scorie e altre impurità, il caolino, che è un antibatterico naturale, la riboflavina, che è una vitamina che va a rafforzare le difese immunitarie della cute, il complesso bioantiossidante Neovitin, che contrasta l’invecchiamento della pelle, e l’estratto di forbicina, che ha un effetto antinfiammatorio, antibatterico, emolliente e cicatrizzante.

La combinazione di questi componenti permettono alla Black Mask di essere efficace contro tutti i tipi di imperfezione, con risultati visibili sin dalle prime applicazioni. L’utilizzo della maschera è davvero molto semplice: va applicata sul viso (escludendo contorno occhi, eventuali ferite aperte e zone coperte da peli), si lascia in posa circa 25 minuti per consentire agli ingredienti di agire in profondità e infine sarà possibile togliere la maschera, che nel frattempo si sarà trasformata in una sorta di pellicola elastica molto semplice da rimuovere. Il prodotto va utilizzato tre volte a settimana per un periodo di trattamento dalla durata di un mese. I risultati non tardano ad arrivare, visto che già dopo le prime applicazioni si potrà sentire la pelle più liscia.

Il prodotto ideale per eliminare punti neri, brufoli e altre imperfezioni

La composizione naturale permette di utilizzare Black Mask su tutti i tipi di pelle senza particolari controindicazioni (chi ha la pelle particolarmente delicata dovrebbe fare una prova su una piccola porzione di cute prima di procedere con la normale applicazione), ma se ne sconsiglia l’uso alle donne in gravidanza e a chi è allergico o intollerante a qualche ingrediente del prodotto. Dando un’occhiata alle recensioni e alle testimonianze che si possono trovare sul web sarà possibile notare che Black Mask viene ritenuta un’ottima soluzione per eliminare i punti neri, i brufoli e le altre imperfezioni della pelle del viso di uomini e donne di ogni età.

Come scegliere il migliore sessuologo di Ivrea

Una mini guida alla scelta di un buon sessuologo a Ivrea e dintorni

La figura del sessuologo, seppur non riconosciuta come una figura scientifica in Italia, è estremamente importante per la nostra salute e il nostro benessere. Quando si verificano, infatti, problemi inerenti alla nostra sfera sessuale, la soluzione migliore è quella di rivolgersi ad uno specialista che possa sapientemente aiutarci a risolvere il problema. Ma come si fa a scegliere un buon sessuologo ad Ivrea e dintorni? Trovare professionisti che si occupino di questo ramo, infatti, non è proprio facilissimo e comunque bisogna sempre assicurarsi di affidarsi alla persona giusta. Nelle prossime righe, dunque, vi riveleremo cosa fare per riuscire a trovare una persona realmente competente che si occupi di sessuologia.

Di cosa si occupa un sessuologo

La prima cosa da fare per riuscire a trovare un buon sessuologo ad Ivrea e dintorni è quella di informarsi esattamente sulle competenze di questa figura professionale. Il sessuologo, dunque, è un medico o uno psicologo che si è specializzato nella conoscenza della sessualità umana e nello studio della risoluzione di tutti i possibili disturbi sessuali.

Il primo requisito, dunque, da cercare per trovare un bravo psicologo, è quello di verificare il titolo di studio della persona a cui vi state rivolgendo. Nel caso del medico, ovviamente, sarà indispensabile la laurea in medicina, nonché la specializzazione in sessuologia. Vale lo stesso per lo psicologo, che dunque dovrà essere in possesso della laurea magistrale in psicologia e della medesima specializzazione.

Come trovare sessuologi realmente competenti

Durante la vostra ricerca di un bravo sessuologo a Ivrea e dintorni, potreste imbattervi in figure non totalmente professionali. In Italia, infatti, la figura del sessuologo non è legalmente riconosciuta e, di conseguenza, non è tutelata dalla legge. Per questa ragione è estremamente importante verificare con attenzione di affidarsi ad uno specialista altamente competente.

Le scuole di specializzazione sono numerose. Verificate che la persona alla quale vi state rivolgendo possa contare almeno sulla formazione in una di queste. La più conosciuta, e di solito la più affidabile, è l’ISC. Questa scuola, infatti, ha sede a Roma e per accedervi c’è bisogno della laurea in medicina o in psicologia, nonché dell’iscrizione all’albo in entrambi i casi.

Come scegliere tra un sessuologo e l’altro

Quando parliamo di sessuologia ci inoltriamo in un territorio abbastanza delicato. La persona alla quale decidiamo di affidarci, infatti, lavorerà con noi in ambito psicologico e medico. Per questa ragione è molto importante avere la tranquillità d’essersi affidati ad una persona della quale ci si fida realmente. Per riuscire a mettere in atto questa scelta, dunque, vi consigliamo di considerare i seguenti elementi:

  • Deve mettervi a vostro agio: la sessuologia è un argomento delicato e, in quanto tale, lo specialista al quale vi affidate deve mettervi in una situazione di agio e tranquillità.
  • Deve mantenere il distacco: questo principio è valido per tutte le figure professionali che hanno a che fare con la psicologia. È proprio questo distacco, infatti, a permettere allo specialista di eseguire una diagnosi corretta.
  • Deve essere professionale: non importa se il sessuologo che abbiamo scelto sia giovane o anziano, uomo o donna. L’importante è che abbia un atteggiamento professionale e che ci ispiri, dunque, tranquillità.

Questi sono gli aspetti più importanti per scegliere un buon sessuologo. Ovviamente, non dovete dimenticare anche quello che abbiamo detto sulla formazione e sulla specializzazione, aspetti assolutamente imprescindibili.

Speriamo, dunque, che grazie a questa piccola guida possiate scegliere il professionista che fa per voi ed intraprendere assieme a lui un percorso che vi porti a risolvere tutti i vostri problemi.

Emorroidi

Che cosa sono le emorroidi?

Le emorroidi sono vene gonfie nella parte più bassa del retto e dell’ano. A volte le pareti di questi vasi sanguigni si allungano in modo così sottile che le vene si rigonfiano e si irritano, specialmente quando si fa cacca.

Le emorroidi gonfie sono chiamate anche pali.

Le emorroidi sono una delle cause più comuni di sanguinamento rettale. Sono raramente pericolose e generalmente guariscono in un paio di settimane. Ma dovreste consultare il medico per assicurarsi che non sia una condizione più grave. Si possono anche rimuovere le emorroidi che non vanno via o che sono molto dolorose.

Emorroidi interne ed esterne

Le emorroidi interne sono abbastanza lontane all’interno del retto che non si possono vedere o sentire di solito. In genere non fanno male perché si hanno pochi nervi che sentono il dolore lì. Il sanguinamento può essere l’unico segno della loro presenza.

Emorroidi esterne sono sotto la pelle attorno all’ano, dove ci sono molti nervi più sensibili al dolore, in modo che tendono a ferirsi e naturalmente a sanguinare.

A volte le emorroidi prolassano, e sono più grandi e sporgono fuori dello sfintere anale. In questi casi sono rigonfiamenti più rosa della zona circostante. E sono più suscettibili a danneggiarsi.

Le emorroidi prolasse normalmente ritornano indietro dentro di sé. Anche se non lo fanno, possono spesso essere rimosse delicatamente sul posto.

Un coagulo di sangue può formarsi in emorroidi esterne, trasformandole in viola o blu. Questa si chiama trombosi. Possono portare prurito. Quando il coagulo si dissolve, si può ancora avere un po’ di pelle rimasta, che potrebbe irritarsi.

Che cosa causa le emorroidi?

Alcune persone possono avere maggiori probabilità di avere emorroidi su altri membri della famiglia.

Un accumulo di pressione nel rettogramo inferiore può influire sul flusso sanguigno e far sì che le vene si gonfino. Ciò può accadere dal peso extra, quando sei obeso o incinta. O potrebbe provenire da:

  • Spingendo durante i movimenti intestinali
  • Distendendosi quando fai qualcosa che è fisicamente duro, come sollevare qualcosa di pesante

Le persone che stanno in piedi o si siedono per lunghi periodi di tempo sono a maggior rischio.

Possono essere causate quando si ha costipazione o diarrea che non chiarisce. Tosse, starnuti e vomito potrebbero renderle peggiori.

Come prevenire le emorroidi

Mangiare fibra. Un buon modo per farlo è da alimenti vegetali – verdure, frutta, cereali integrali, noci, semi, fagioli e legumi.

Bere acqua. Aiuterà a evitare costipazione, in modo da sforzarsi meno durante i movimenti intestinali. Frutta e verdura, che hanno fibre, hanno anche acqua in esse.

Esercizio. L’attività fisica, come camminare una mezz’ora ogni giorno, è un altro modo per mantenere in salute il sangue e le viscere, muovendosi.

Non aspettare per andare in bagno. Usare la toilette appena si sente la voglia.

I sintomi delle emorroide e la diagnosi

Le emorroidi non causano sempre sintomi, quindi non si può rendersi conto di averle. Più comunemente, si potrebbe:

  • Sentirete disagio, prurito o dolore intorno all’ano
  • Vedere il sangue sulla carta igienica o nella vasca da bagno quando si va in bagno
  • Ottieni umidi e rossastili intorno al bordo o sporgenti dal tuo ano (anche se vi sembrano viola o blu).

Quando chiamare il medico

Anche se pensate che siano emorroidi, chiamare il medico per qualsiasi sanguinamento rettale. È anche un sintomo di polipi del colon, colite, malattia di Crohn, diverticolite e cancro del colon-retto. Le fessure anali possono anche causare dolore e sanguinamento. Quindi è buono assicurarsi di avere la giusta diagnosi e trattamento.

Se le tue emorroidi sono molto dolorose o non stanno migliorando dopo aver provato a trattarle da soli, informa il medico.

Diagnosi e Test

Il medico guarderà il vostro fondo schiena. Può mettere un dito guantato o uno strumento lubrificato all’interno del vostro ano. Un anoscopio è un tubo vuoto, illuminato per la visione dei pochi centimetri inferiori del retto. Un proctoscopio funziona come un anoscopio, ma permetterà al medico di vedere più del retto.

Potrebbe essere necessari altri test per trovare emorroidi interne o escludere altre condizioni che possono causare sanguinamento anale.

Sigmoidoscopia esamina il colon inferiore, o sigmoide, e una colonscopia guarda l’intero colon. Entrambi utilizzano un tubo di visione illuminato e flessibile che entra nel retto.

Un raggi X di bario può anche mostrare il profilo dell’intero interno del tuo colon. Prima si otterrà un clima di bario, quindi un tecnico prenderà i raggi X del tratto gastrointestinale inferiore.

Trattamento delle emorroidi

Le emorroidi spesso migliorano senza intervento chirurgico o anche le procedure che il medico può fare in ufficio. Iniziare con i prodotti over-the-counter e cambiamenti di stile di vita. (Se sei incinta, dovresti parlare con il medico prima di provare qualsiasi medicinale o cambiare la tua dieta.)

Rassodare dolore e prurito

I caldi (ma non caldi) “bagni di sitz” sono una terapia onorata: seduti a circa 3 pollici di acqua calda per 15 minuti o più, più volte al giorno. Ciò aiuta a ridurre il gonfiore nell’area e rilassa il muscolo sphincter di clenching. E ‘particolarmente bravo dopo aver pescato.

Mettere un po ‘di gelatina di petrolio appena dentro il tuo ano per rendere il pooping male meno. Non forzarlo!

Nocciola della strega di Dab su emorroidi irritate, o utilizzare creme o pomate over-the-counter per i sintomi emorroidi. Una crema idrocortisone al 1% sulla pelle all’esterno dell’ano (non all’interno) può anche alleviare il prurito. Ma non usarla per più di una settimana a meno che il medico non lo dice.

O provare a mettere un semplice pacchetto freddo sulla zona tenera per qualche minuto per intorpidirlo e abbattere il gonfiore.

Dieta ad alta fibra

E’ la cosa migliore per le emorroidi: una dieta ricca di cibi ad alta fibra e con pochi alimenti trasformati. Mangiare prevalentemente di verdure, frutta, noci e grani interi per evitare la stipsi.

Se non si riesce a ottenere abbastanza fibre da cibo, il medico può voler prendere un supplemento di fibre o ammorbidente. Non prendete i lassativi, perché possono causare diarrea che potrebbe irritare le emorroidi.

Bevi sette o otto bicchieri d’acqua ogni giorno, almeno un totale di mezzo gallone. Se sei molto attivo o vivi in un clima caldo, potrebbe essere necessario anche di più.

Anche se il medico prescrive il farmaco o suggerisce l’intervento chirurgico, probabilmente dovrai cambiare la tua dieta. Introdurre lentamente nuovi alimenti per evitare il gas.

Procedure mediche

Se i sintomi sono gravi o non migliorano dopo un paio di settimane, il medico può voler fare una procedura per ridurre o rimuovere le emorroidi. Molti possono essere eseguiti nel suo ufficio.

Iniezione. Il medico può iniettare un’emorroide interna con una soluzione per creare una cicatrice e chiudere l’emorroidi. Il colpo fa male solo un po’.

Ligation della fascia di gomma. Questa procedura viene spesso eseguita su emorroidi prolasse, emorroidi interne che possono essere viste o sentite all’esterno. Utilizzando uno strumento speciale, il medico mette una piccola fascia di gomma intorno all’emorroide, che spegne immediatamente la sua fornitura di sangue. Entro una settimana, l’emorroidi si asciugherà, ridurrà e cadrà.

Coagulazione o cauterizzazione. Con una sonda elettrica, un raggio laser o una luce a infrarossi, il medico farà una bruciatura minima per rimuovere i tessuti e indurire indefinitamente la fine dell’emorroide, causando la chiusura e la restringimento. Questo funziona meglio per le emorroidi prolasse.

Chirurgia. Per le grandi emorroidi interne o le emorroidi esterne estremamente scomode, il medico può voler fare una emorroidectomia tradizionale per rimuoverli, o una tecnica più recente usando le graffette.

I trattamenti medici sono efficaci, ma a meno che non cambiate dieta e stile di vita, le emorroidi possono tornare indietro.

Come trattare e curare le emorroidi a casa

Non è necessario vedere un medico per trovare modi rapidi per alleviare il prurito e il dolore, o per le correzioni in corso per mantenere il disagio da peggiorare. I migliori trattamenti per le emorroidi sono spesso cose che puoi fare a casa.

Molti di questi suggerimenti ti aiuteranno a evitare la costipazione e rendere più facile andare. Che può fermare le emorroidi prima che formino, anche.

Facilità di dolore e prurito

Prendi i bagni caldi. Immergere in una vasca da bagno piena di pochi centimetri di acqua calda per circa 15 minuti alla volta. Farlo due o tre volte al giorno e dopo ogni movimento intestinale. Se si desidera lavare anche l’area, utilizzare un sapone non raffinato e non strofinare.

Patate dolcemente per asciugare. È anche possibile utilizzare un asciugacapelli in un ambiente fresco se questo si sente meglio.

Ci sono anche speciali “sitz baths” che si possono mettere direttamente sul sedile del gabinetto per facilitare l’immergere.

Rub su sollievo. Le spugne o creme over-the-counter con nocciola della strega possono lenire dolore e prurito senza effetti collaterali. Non usi uno con idrocortisone per più di una settimana a meno che il medico non dice che è OK.

Ghiaccio. Mettere un piccolo pacchetto freddo sul punto di guasto più volte al giorno. Può danneggiare dolore e abbattere il gonfiore per un po’ di tempo.

Antidolorifici. Una medicina over-the-counter, come l’acetaminofene, l’aspirina o l’ibuprofene, potrebbe aiutare con dolore.

Non graffiare. Potresti danneggiare la pelle e rendere l’irritazione e il prurito peggiori.

Scegli il cotone. Indossare biancheria intima morbida e morbida. Mantiene l’area emessa e impedisce l’accumulo di umidità, che può preoccuparsi delle emorroidi.

Buone abitudini al bagno

Limitare il tuo tempo sul water. Se non si va dopo qualche minuto, non aspettare o forzare qualcosa per accadere. Cercate di entrare in una routine dove andate allo stesso tempo ogni giorno.

Sii gentile. Se la carta igienica è irritante, prova a smorzarla innanzitutto. Oppure usare salviette pre-inumidite, palle di cotone o salviette per bambini senza alcool.

Non tenerla dentro. Quando ti senti come devi andare, fallo. Non aspettare un momento o un posto migliori. Sgabello può eseguire il backup. E questo può portare a pressioni e pressioni maggiori. Andate al più presto quando senti l’impulso.

Prova una posizione squat. Mettere un banco o una pila di libri di telefono sotto i piedi quando si va in bagno. Alzare le ginocchia mentre si siede sul gabinetto cambia la posizione del tuo lavoro interno e può rendere più facile i movimenti intestinali.

Non rendere le cose peggiori

Infilare la fibra. Lo ammorbidisce i tuoi sgabelli e li fa passare più facilmente attraverso il tuo corpo. Lo troverai in fagioli, pane integrale e cereali, frutta fresca e verdure. Potresti anche provare un integratore se non potete ottenere abbastanza da cibi. Aggiungere lentamente la fibra per evitare gas e gonfiori.

Bere molti liquidi. Rimanete ben idratati per mantenere morbidi sgabelli in modo che siano più facili da passare. L’acqua è la scelta migliore. Bere molto durante il giorno. Il succo di prugna è un lassativo naturale e può aiutarti a andare.

Allenarsi regolarmente. Anche il veloce camminare 20-30 minuti ogni giorno può aiutare a impedirti di fermarsi.

Respirare! Mantenere l’aria in entrata e uscita quando si lavora duramente. È comune tenere il respiro mentre stai spingendo, tirando o facendo uno sforzo (probabilmente non ti rendi conto che stai facendo) – e che può portare a dolori emorroidi e sanguinamento.

Utilizzare un cuscino. Sedetevi su un cuscino anziché su una superficie dura. Faciliterà gonfiore per qualsiasi emorroidi che hai. Può anche aiutare a prevenire la formazione di nuovi.

Prendi le pause. Se dovete sedere per un lungo periodo, alzarsi ogni ora e muoversi per almeno 5 minuti.

Chirurgia emorroidea

Per alcune persone, una dieta sana e stile di vita e farmaci da banco non sono sufficienti per trattare le emorroidi.

Ci sono anche procedure che riducono o li rimuoveranno, come l’utilizzo di un laser, che può essere eseguito presso l’ufficio del medico. Sebbene questi possano danneggiare meno e avere meno complicazioni, la chirurgia potrebbe essere una scelta migliore a lungo termine, soprattutto se le tue emorroidi sono grandi e molto dolorose o sanguinanti.

La chirurgia dell’emorroide è sicura ed efficace la maggior parte del tempo. Ma dovrai ancora mangiare una dieta ad alta percentuale di fibre, evitare la costipazione e prendersi cura del tuo fondo per impedire nuove emorroidi.

Parlare con il medico per capire che cosa è giusto per te.

Emorroidectomia

La chirurgia per rimuovere le emorroidi è chiamata emorroidectomia. Il dottore fa piccoli tagli intorno all’ano, per tagliarli via.

È possibile ottenere un’anestesia locale (la zona in cui è stata operata è intorpidita, e sei sveglia sebbene rilassata) o anestesia generale (si è messi a dormire). L’emorroidectomia è spesso una procedura ambulatoriale, e di solito si può tornare a casa lo stesso giorno.

Poiché è altamente sensibile nei pressi dei tagli e potrebbe essere necessario punti, l’area può essere tenera e dolorosa in seguito.

Il recupero richiede spesso circa 2 settimane, ma può richiedere fino a 3 o 6 settimane per sentirsi come tornare alla normalità.

Procedura per il prolasso e le emorroidi

La procedura per il prolasso e le emorroidi è anche chiamata emorroidectomia raggruppata. Il medico utilizzerà un dispositivo simile a cucitrice per riposizionare le emorroidi e tagliare la loro alimentazione sanguigna. Senza sangue, finiranno a strillare e morire.

Può trattare le emorroidi che hanno e non hanno prolasso o sono scivolate dall’ano.

Questa procedura sposta l’emorroidi in cui ci sono meno terminazioni nervose, quindi fa male meno di una emorroidectomia tradizionale. Inoltre, potrai recuperare più velocemente e avere meno sanguinamento e prurito. E ci sono generalmente meno complicazioni.

Dopo la chirurgia dell’emorroide

Il dolore è la denuncia più comune, specialmente quando si sta facendo un pooping. Puoi prendervi dei sollievo contro il dolore, come l’acetaminofene, l’aspirina o l’ibuprofene, se il tuo medico dice che è OK. Immergersi in un bagno caldo può anche aiutare.

Gli ammorbidenti dello sgabello possono rendere più facile la presa.

Rischi

È molto comune e viene considerato sicuro. Tuttavia, qualsiasi intervento chirurgico presenta alcuni rischi tra cui:

  • emorragia
  • Infezione
  • Reazione all’anestesia

Potresti avere qualche difficoltà a pisciare in seguito a causa di gonfiori o spasmi muscolari.

Se il tuo sfintere anale si danneggia durante l’intervento chirurgico, si potrebbe avere perdite accidentali di intestino o gas, una condizione chiamata incontinenza fecale.

Chiamare immediatamente il proprio medico se:

  • Sanguinano molto
  • Non è possibile fare pipì o cacca
  • Avere la febbre

Artrosi anca e ginocchio: danni dell’evoluzione, rimedi mini invasivi

La causa di artrite, artrosi anca e ginocchio, dei dolori articolari ed alle ossa in genere potrebbe essere una conseguenza dell’evoluzione, secondo quanto ha dimostrato, di recente, uno studio dell’Università di Oxford. Perché?
Secondo i ricercatori i dolori sempre più diffusi a spalle, anca e ginocchia sono da attribuire al passaggio dalla posizione quadrupede a quella eretta o bipede.
Riferendoci, in particolare, all’artrosi anca, passare dalla posizione quadrupede a quella bipede ha determinato l’aumento di spessore del femore per sopportare un carico maggiore del corpo.
Tale passaggio ha favorito lo sviluppo di artrite e artrosi accentuando la sensibilità del dolore nell’anca. Continua a leggere “Artrosi anca e ginocchio: danni dell’evoluzione, rimedi mini invasivi”

Appendicite sintomi e segni di emergenza

Che cosa è l’appendicite?

  • L’appendicite è un’infiammazione dell’appendice, un organo a forma di sacca collegata all’intestino crasso. Se non si cura in tempo, l’appendice può rompersi, che è una situazione di pericolo di vita. Contattare immediatamente un medico se si pensa di avere l’appendicite.
  • L’appendice si trova sul lato in basso a destra del vostro addome, ma il dolore da appendicite può iniziare a metà del vostro addome.
  • Il trattamento medico dell’ appendicite comporta un intervento chirurgico per rimuovere l’appendice. Dopo l’intervento chirurgico, la maggior parte delle persone recuperano in modo rapido e senza complicazioni.

Un blocco, o una ostruzione, nella appendice può portare a appendicite, che è una infiammazione e infezione della appendice. Il blocco può derivare da un accumulo di muco, parassiti, o più comunemente, materia fecale. Quando c’è un ostacolo nella appendice, i batteri possono moltiplicarsi rapidamente all’interno dell’organo. Questo fa sì che l’appendice diventi irritata e gonfia, che in ultima analisi, porta a appendicite.

L’appendice si trova nella parte in basso a destra del vostro addome. Si tratta di una stretta sacca a forma di tubo che sporge dal vostro intestino crasso. Anche se l’appendice è una parte del tratto gastrointestinale, è un organo rudimentale. Ciò significa che non fornisce alcuna funzione vitale e che si può vivere una vita normale e sana senza di essa. Lo scopo della appendice è sconosciuta, ma alcuni credono che contiene tessuto responsabile ad aiutare il sistema immunitario del corpo nel processo di infezioni.

Se non si cura un appendice infiammata in fretta, può rompersi e rilasciare batteri pericolosi nel vostro addome. L’infezione risultante è conosciuta come la peritonite, che è una condizione grave che richiede cure mediche immediate.

Avere una appendice rotta è una situazione pericolosa per la vita. La rottura accade raramente entro le prime 24 ore dai sintomi, ma il rischio di rottura aumenta drammaticamente dopo 48 ore dalla comparsa dei sintomi. E’molto importante riconoscere i primi sintomi di appendicite in modo da poter cercare immediatamente una cura medica.

Sintomi di appendicite

Appendicite provoca una varietà di sintomi. Non tutte le persone avranno gli stessi sintomi, ma è fondamentale che si contatti un medico il più rapidamente possibile. L’appendice può rompersi nel più breve tempo da 48 a 72 ore dopo l’insorgenza dei sintomi. Andare in ospedale immediatamente se si sta verificando uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

Dolore addominale

L’appendicite in genere comporta una graduale insorgenza di sordo, crampi o dolori in tutto l’addome. Come l’appendice diventa più gonfia e infiammata, andrà ad irritare il rivestimento della parete addominale, noto come il peritoneo. Questo fa sì di avere un dolore acuto localizzato nella parte inferiore destra dell’addome. Il dolore tende ad essere più costante e grave rispetto al dolore sordo, dolori che si verifica quando i sintomi iniziano. Tuttavia, alcune persone possono avere una appendice che si cela dietro due punti. L’appendicite che si verifica in queste persone può causare mal di schiena o dolore pelvico.

Febbre leggera

L’appendicite di solito provoca una febbre tra 37,2°C e 38°C. Si possono anche avere i brividi. Se scoppia l’appendice, l’infezione risultante potrebbe causare la febbre alta. Una febbre maggiore di 38,3° e un aumento della frequenza cardiaca possono indicare che l’appendice è rotta.

Disturbi digestivi

L’appendicite può causare nausea e vomito. Si può perdere l’appetito e sentire come non si potesse mangiare. Si può anche diventare stitici o sviluppare una grave diarrea. Se avete problemi di flautolenza, questo può essere un’indicazione di un’ostruzione parziale o totale del vostro intestino. Questo può essere correlato a appendicite.

Sintomi di appendicite nei bambini

Portare sempre con sé il bambino in ospedale se si sospetta di avere l’appendicite.

I bambini non sono sempre in grado di descrivere come si sentono. Essi possono anche avere difficoltà a individuare il dolore, e possono dire che il dolore è in tutto il loro addome. Questo può rendere difficile determinare se l’appendicite è la causa. I genitori possono facilmente confondere appendicite per un virus intestinale o infezione del tratto urinario.

Tuttavia, è sempre meglio essere prudenti quando si tratta di appendicite. Un appendice rotta può essere pericolosa per chiunque, ma il rischio di morte è più alta nei neonati e nei bambini.

I bambini sotto i 2 anni spesso mostrano i seguenti sintomi di appendicite:

  • vomito
  • gonfiore addominale o gonfiore generale
  • un addome morbido

I bambini più grandi e gli adolescenti:

  • nausea
  • vomito
  • dolore nella parte inferiore destra dell’addome

Sintomi di appendicite durante la gravidanza

Molti sintomi di appendicite possono imitare alcuni dei disagi della gravidanza. Questi includono crampi allo stomaco, nausea e vomito. Tuttavia, le donne incinte non possono sempre avere i classici sintomi di appendicite, specialmente nella gravidanza. L’appendice è spinta più in alto durante la gravidanza a causa del crescere dell’utero, quindi il dolore può verificarsi nell’addome superiore invece del lato in basso a destra. Le donne in gravidanza con appendicite hanno anche più probabilità di avere bruciore di stomaco, gas, o alternano episodi di stitichezza e diarrea.

Come viene curata l’appendicite?

Quando si consulta il medico, si fa un esame fisico e si pongono domande circa i sintomi. Inoltre, il medico si occuperà di prescrivere alcuni test per aiutare a determinare se si dispone di appendicite. Questi possono includere:

  • esami del sangue per cercare i segni di un’infezione
  • test delle urine per verificare la presenza di segni di infezione del tratto urinario o di un calcolo renale
  • una ecografia addominale o TAC per determinare se l’appendice è infiammata

Se il medico diagnostica l’appendicite, si determina se c’è bisogno di un intervento chirurgico immediato oppure no. È probabile ricevere antibiotici prima dell’intervento chirurgico. I farmaci aiuteranno a prevenire l’infezione che si può sviluppare dopo l’intervento chirurgico. Il chirurgo poi esegue un intervento chirurgico per rimuovere l’appendice. Questo si chiama una appendicectomia.

A seconda della gravità dell’appendicite, il chirurgo può eseguire una appendicectomia aperta o una appendicectomia laparoscopica:

Appendicectomia aperta

Durante una appendicectomia aperta, il chirurgo fa una incisione nella parte in basso a destra dell’addome. Rimuove l’appendice e chiude la ferita con punti di sutura. Questa procedura permette al medico di pulire la cavità addominale se l’appendice è scoppiata o se si è formato un ascesso.

Appendicectomia laparoscopica

Durante una appendicectomia laparoscopica, il chirurgo fa alcune piccole incisioni nell’addome. Quindi inserisce un laparoscopio nelle incisioni. Un laparoscopio è un tubo lungo e sottile con una luce e fotocamera sul davanti. La fotocamera visualizza le immagini su uno schermo, che consente al chirurgo di vedere all’interno dell’addome e guidare gli strumenti. Quando viene trovata l’appendice, viene rimossa e vengono chiuse le piccole incisioni.

Dopo l’intervento chirurgico

Dopo l’intervento chirurgico, il medico può decidere di far rimanere in ospedale il paziente fino a quando il dolore è sotto controllo e si è in grado di consumare liquidi. Se si sviluppa un ascesso o se si verifica una complicazione, il medico può decidere tenere il paziente sotto antibiotici per un altro giorno o due. E’ importante ricordare che la maggior parte delle persone ha un pieno recupero senza complicazioni.

Fattori di rischio e prevenzione

Secondo l’Istituto Nazionale di Diabete e Malattie Digestive e Renali, l’appendicite è la causa più comune di un dolore addominale con conseguente intervento chirurgico.

L’appendicite può verificarsi in qualsiasi momento, ma più spesso si verifica tra i 10 e i 30 anni ed è più comune negli uomini che nelle donne.

Non si può impedire l’appendicite, ma ci sono buone regole da seguire per ridurre il rischio. Sembra meno probabile che accada se si dispone di una dieta ricca di fibre. È possibile aumentare l’apporto di fibra mangiando una dieta sana che contiene un sacco di frutta e verdura fresca. Gli alimenti che sono particolarmente ricchi di fibre includono:

  • lamponi
  • mele
  • pere
  • carciofi
  • piselli verdi
  • broccoli
  • lenticchie
  • fagioli neri
  • fiocchi di crusca
  • orzo
  • fiocchi d’avena
  • pasta integrale

Aumentare la quantità di fibre nella dieta può prevenire la stitichezza e il successivo accumulo di feci, che è la causa più comune di appendicite. Inoltre, se avete qualsiasi condizione che causa l’infiammazione o infezione dell’intestino, è importante creare un efficace piano con il medico per evitare l’appendicite. Contattare sempre un medico immediatamente se voi o qualcuno che conoscete sta avendo i sintomi di appendicite.

L’argento colloidale per prevenire le malattie

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Proteina C-reattiva

Che cosa è la proteina C-reattiva?

  • La proteina C-reattiva aiuta i medici a determinare il rischio di malattie cardiache o ictus.
  • Uno studio dell’università di Harvard, ha dimostrato che la proteina C-reattiva è più efficace del colesterolo a predire i problemi coronarici nelle donne.
  • Gravidanza, l’artrite, il lupus, la polmonite, e il cancro possono causare il valore della proteina C-reattiva alta.

La Proteina C-reattiva è una sostanza prodotta dal fegato in risposta all’infiammazione. Altri nomi per Proteina C-reattiva sono alta sensibilità della proteina C-reattiva (in inglese hs-CRP) e ultra-sensibile proteina C-reattiva (in inglese us-CRP). PCR è l’abbreviazione usata in Italia.

Un elevato livello di proteina C-reattiva nel sangue è un sintomo di qualsiasi condizione che causa infiammazione, da una infezione delle vie respiratorie fino a un cancro. Livello di proteina C-reattiva alta possono indicare che vi è una infiammazione nelle arterie del cuore, che può significare un più alto rischio di attacco di cuore. È importante ricordare, tuttavia, che la proteina C-reattiva è un esame estremamente aspecifico e può essere elevata in qualsiasi condizione infiammatoria.

Che cosa significa avere valori della proteina C-reattiva alta?

I medici non sono tutti d’accordo sulle implicazioni dei livelli di proteina C-reattiva alta. Alcuni credono che ci sia una correlazione tra alti livelli di proteina C-reattiva e un aumento della probabilità di infarto o ictus.

Alcuni studi hanno rilevato che tra quasi 15.000 uomini adulti e sani, una proteina C-reattiva alta è stata associata ad un rischio di attacco di cuore che era tre volte superiore alla media. Degli studi sulla salute, condotti presso l’università di Harvard, hanno dimostrato che alti livelli di proteina C-reattiva erano più predittivi di condizioni coronariche nelle donne che avevano livelli elevati di colesterolo. Il colesterolo alto è un fattore di rischio più comunemente citato. Inoltre, l’alta sensibilità della proteina C-reattiva (hs-CRP) è associata a diabete di tipo 2.

I medici possono richiedere questo esame in combinazione con altri esami per valutare il rischio di una persona per malattie di cuore o ictus. I medici possono anche richiedere un esame proteina C-reattiva dopo l’intervento per verificare la presenza di segni di infezione post-chirurgica o per monitorare malattie infiammatorie, tra cui:

  • malattia infiammatoria intestinale
  • artrite infiammatoria quali reumatoide
  • malattie autoimmuni, come il lupus

Chi dovrebbe fare esame di proteina C-reattiva?

Non si raccomanda questo esame per lo screening generale di malattie cardiache. Se fate parte della popolazione con fattori di rischio per le malattie cardiache, i risultati dell’esame della proteina C-reattiva potrebbe aiutare a meglio monitorare la vostra salute del cuore. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie considerano la pressione alta, colesterolo alto, e il fumo come grandi fattori di rischio per le malattie cardiache. Se si dispone di una storia familiare di malattia di cuore, si è ad alto rischio.

Come si esegue l’esame del sangue PCR

Viene eseguito tramite prelievo del sangue. Nessuna preparazione speciale è necessaria per questo esame. Si può mangiare normalmente il giorno dell’esane. Un infermiere o altro operatore sanitario prelevano il sangue da una vena, di solito sulla parte interna del gomito o il dorso della mano.

In primo luogo, viene pulita la pelle sopra la vena con antisettico. Poi, avvolgeranno un elastico attorno al braccio, causando le vene a gonfiarsi leggermente. Poi, il medico inserirà un piccolo ago nella vena per raccogliere il sangue in una fiala sterile.

Dopo l’infermiere raccoglie il campione di sangue, rimuoverà l’elastico attorno al braccio e vi chiederà di applicare pressione sul sito della puntura con una garza.

Rischi di un esame di proteina C-reattiva

Questo è un esame di routine con basso rischio, ma c’è una piccola possibilità con le seguenti complicazioni dal prelievo del sangue:

  • eccessivo sanguinamento
  • vertigini o capogiri
  • lividi o infezioni al sito di puntura

Un esame di proteina C-reattiva può essere utile nella valutazione del rischio di malattie cardiache di un paziente, specialmente in combinazione con livelli elevati di colesterolo. I benefici di questo esame sono superiori alle potenziali complicazioni, soprattutto per quelli a rischio di malattie cardiache o ictus e per il recupero da un recente intervento chirurgico.

Che cosa significano i risultati dell’esame del sangue PCR?

La proteina C-reattiva è misurata in milligrammi di PCR per litro di sangue (mg / L). In generale, un basso livello di proteine C-reattiva è migliore di uno alto, perché indica meno infiammazione nel corpo.

Una lettura del valore inferiore a 1 mg / L indica che si è a basso rischio di malattie cardiovascolari. Una lettura tra 1 e 2,9 mg / l significa che si è a rischio intermedio. Una lettura superiore a 3 mg / L significa che si è ad alto rischio di malattia cardiovascolare. Una lettura superiore a 10 mg / L può indicare la necessità di ulteriori esami per determinare la causa di una grave infiammazione nel vostro corpo.

Una lettura particolarmente elevata dei valori di PCR maggiore di 10 mg / L può indicare:

  • una infezione ossea, o osteomielite
  • un artrite
  • malattia infiammatoria intestinale
  • tubercolosi
  • lupus, un’altra malattia del tessuto connettivo, o un’altra malattia autoimmune
  • il cancro, in particolare il linfoma
  • polmonite

Si noti che i livelli di PCR (Proteina C-reattiva) possono anche essere alti se si usa la pillola anticoncezionale o nella seconda metà della gravidanza. I livelli di infiammazione di basso grado possono essere aumentati da entrambi i contraccettivi orali e l’aumento del flusso di sangue che inizia a metà del secondo trimestre di gravidanza.

Se si è incinta o si ha qualsiasi altra infezione cronica o malattia infiammatoria, un esame PCR del sangue è improbabile per valutare con precisione il rischio di malattie cardiache. Prima di fare un esame PCR, parlare con il medico su eventuali condizioni mediche che possono falsare i risultati dell’esame stesso.

Ricordate che questo esame non fornisce un quadro completo del vostro rischio per la malattia cardiovascolare. Il medico prenderà in considerazione i fattori di rischio, stile di vita e la storia familiare per determinare quali esami sono migliori per voi. Come ad esempio: un elettrocardiogramma, ecocardiogramma, test da sforzo, TAC delle arterie coronarie, o cateterizzazione cardiaca.

Cosa si deve fare se si soffre di Proteina C-reattiva alta?

L’abbassamento della Proteina C-reattiva non è un modo garantito per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, renali, o malattia autoimmune. E’ importante sapere che Proteina C-reattiva alta è quello che i medici chiamano un “biomarcatore”. Un biomarcatore è un fattore da tenere a mente quando si analizza la salute di una persona, ma non un indicatore indipendente di una particolare diagnosi.

Un modello di alimentazione sana provocata livelli di PCR bassi. La dieta mediterranea e la dieta nordica sono state entrambe legate a una diminuzione della PCR. Se si è a rischio di malattie cardiache, seguire una dieta sana, dovrebbe essere parte del vostro stile di vita a prescindere.

Se si è ad alto rischio di malattie cardiovascolari e i risultati dell’esame mostrano Proteina C-reattiva alta, il medico può suggerire dei farmaci per abbassare il colesterolo. Un regime di aspirina può anche essere raccomandato. La vitamina C è stata anche studiata come un trattamento efficace per abbassare i livelli di Proteina C-reattiva per le persone che sono a un elevato rischio di malattie cardiovascolari.