Artrosi anca e ginocchio: danni dell’evoluzione, rimedi mini invasivi

La causa di artrite, artrosi anca e ginocchio, dei dolori articolari ed alle ossa in genere potrebbe essere una conseguenza dell’evoluzione, secondo quanto ha dimostrato, di recente, uno studio dell’Università di Oxford. Perché?
Secondo i ricercatori i dolori sempre più diffusi a spalle, anca e ginocchia sono da attribuire al passaggio dalla posizione quadrupede a quella eretta o bipede.
Riferendoci, in particolare, all’artrosi anca, passare dalla posizione quadrupede a quella bipede ha determinato l’aumento di spessore del femore per sopportare un carico maggiore del corpo.
Tale passaggio ha favorito lo sviluppo di artrite e artrosi accentuando la sensibilità del dolore nell’anca.

L’evoluzione responsabile dell’artrosi anca e ginocchio: la ricerca di Oxford

Il team di ricercatori guidati da Paul Monk del dipartimento di Ortopedia, Reumatologia e delle Scienze Muscoloscheletriche dell’università di Oxford ha effettuato l’esame TAC su 300 campioni di ossa risalenti a differenti epoche della storia umana (da 400 milioni di anni fa in poi) appartenenti al Museo di Storia Naturale di Londra ed allo Smithsonian Institution di Washington.
I dati ottenuti dagli esami hanno rilevato le modifiche subite dalle singole ossa nel corso di millenni e tutti i risultati sono stati raccolti in una libreria 3D.

Previsioni di domani, rimedi avanzati di oggi

Il team di Monk si è fatto una domanda: come saranno le condizioni delle nostre ossa tra 4.000 anni?
Pare che il rischio dolori articolari peggiorerà, seppure in quella data l’avanzamento della fisioterapia offrirà programmi adeguati per il mantenimento di una postura corretta allo scopo di prevenire i danni.
Basterà, tra 4.000 anni, e basta, oggi, la fisioterapia e la prevenzione?
Probabilmente no, ma i rimedi avanzati che abbiamo attualmente come la chirurgia ortopedica mini invasiva per l’impianto di protesi anca e/o protesi ginocchio (di normale routine per specialisti del settore come il Dott. Michele Massaro di Milano) possono fare la differenza e migliorare notevolmente la qualità della vita.
Si tratta di una tecnica chirurgica all’avanguardia, sicura, efficace e rapida, che presenta molti vantaggi.

Artrosi anca e ginocchio: la soluzione numero uno della chirurgia ortopedica mini invasiva

In Italia, ogni anno, si impiantano oltre 170 mila protesi articolari ma, almeno il 50% dei pazienti che soffre di artrosi anca o ginocchio bisognoso di questo intervento, decide di non farlo per paura, disinformazione o altre ragioni.
Indubbiamente, il 50% dei pazienti decide per il ‘no’ perché non conosce tutti i vantaggi di questa tecnica avanzata che ha molto di più da offrire rispetto alla chirurgia convenzionale, considerando che quest’ultima è l’unica che solitamente viene consigliata negli ospedali.
La chirurgia ortopedica mini invasiva, ispirata ai concetti della Tissue Sparing Surgery (TSS) offre due vantaggi di primaria importanza: riduce il trauma chirurgico e rispetta il corpo umano preservandone i tessuti.
Si riducono l’incisione dei tessuti, le resezioni ossee e muscolari, il trauma chirurgico, la durata dell’intervento. I danni, il dolore, il trauma sono ridotti al minimo e l’intervento dura meno in quanto viene rivestita soltanto la porzione compromessa dall’artrosi.
L’intervento di chirurgia mini invasiva consente un risparmio muscolare ed osseo ed evita di scollare e tagliare i muscoli inseriti sul femore.
In più, la tecnica innovativa femur first prepara prima il femore poi il cotile (la coppa) consentendo un impianto più preciso e mirato, che contribuisce non poco alla riuscita dell’intervento.
L’artrosi anca, come pure quella del ginocchio, vengono trattate con l’impianto di protesi di ultima generazione, più piccola di quella tradizionale.

Risultati e tempi di recupero

Il risultato di questo intervento mini invasivo per impiantare la protesi risolvendo l’artrosi anca è il ripristino delle funzionalità articolari, un notevole miglioramento del movimento e la riduzione (se non eliminazione) del dolore.
Una protesi anca dura molti anni ed i tempi di recupero dall’intervento sono più rapidi rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale.
La permanenza in ospedale va da un minimo di 4 ad un massimo di 15 giorni, dopodiché il paziente dovrà seguire un programma di fisioterapia adeguato per la riabilitazione, una fase delicata ed importante. Ci vorranno, in totale dalle 2 alle 4 settimane per riconsegnare il paziente alle sue normali attività quotidiane.

One thought on “Artrosi anca e ginocchio: danni dell’evoluzione, rimedi mini invasivi

  1. gianni gennaio 29, 2017 at 5:59 pm

    in italia per la chirurgia ortopedica mini invasiva dell’anca e del ginocchio abbiamo validi specialisti.
    oltre al già citato Dott M Massaro, eccellente professionista, aggiungerei:
    S Romagnoli
    G Grappiolo
    F Falez
    M Marcacci

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